
Raccontare cosa ti insegna il quilling è inoltrarsi non solo in ambienti artistici e tecnici, ma per lo più è un percepire quanto una passione possa arricchire, migliorare e rivoluzionare moltissimi ambiti della propria vita.
In questo articolo non ti racconterò delle tecniche, degli strumenti o delle artiste della carta, ma ti porterò nel mio personale viaggio emozionale e umano che ho intrapreso da quando mi sono imbattuta nel quilling.
Parlerò di me e di come questa arte, scandendo lentamente i movimenti, mi ha permesso di esplorare ambienti nuovi, di conoscere meglio e con più onestà intellettuale i miei limiti per trovare in essi un possibile alleato e infine migliorare alcune mie attitudini, che ho sempre avuto, ma che la routine della vita aveva offuscato.
Voglio condividere con te il mio percorso, da quando mi sono approcciata con il mondo della carta, del quilling e dell’arte in generale, fino ad oggi, perché credo fermamente, ed io ne sono la prova, che coltivare una passione, in maniera costante e generosa, ti porta ad avere dei benefici e dei miglioramenti non solo nell’ambito creativo.
1 la lentezza del movimento per riappropriarsi del tempo

Il quilling è una tecnica che per sua natura ha dei movimenti lenti, precisi e delicati.
Quando sono seduta con le mie strisce di carta iniziando a lavorare ai miei progetti, riesco a percepire ogni movimento, mi delizio di quelle forme di carta che prendono vita tra le mie mani ed ogni singolo gesto mi scandisce lo scorrere del tempo: raggiungo la piena consapevolezza di essere esattamente dove vorrei essere, di vivere il presente nella sua totale pienezza.
Questa grandissima passione mi ha portato a comprendere che non è il tempo che ci manca, ma sovente manca la focalizzazione di cosa ne facciamo: ho imparato che il tempo c’è ma è necessario comprendere cosa ci rende felici, cosa ci fa star bene e solo allora cercheremo di investirlo pensando a questo!
2 La ricerca della soddisfazione e realizzazione

Una fantastica donna Michela Murgia diceva “dobbiamo piacere non compiacere” e questa frase mi risuona in testa ogni volta che mi allontano da ciò che sono!
La vita sociale ci porta a dei compromessi perché è intrinseco nel concetto stesso di condivisione, ma quando quest’ultimi ci fanno perdere la bussola, ci allontanano dai nostri valori, allora dobbiamo cercare di fare un passo indietro.
Il quilling mi ha insegnato a dire alcune volte NO, anche se in questo modo ho rinunciato a delle ottime occasioni economiche e non solo, ma le poche volte che ho accettato di fare progetti che non sentivo totalmente miei, alla fine non sono mai rimasta soddisfatta e mi sono sentita di compiacere ma di non piacermi.
L’ esperienza mi ha portato a comprendere che soltanto se sono in linea con le richieste posso dare il massimo e posso piacermi, sentirmi realizzata e soprattutto posso far in modo che l’esperienza diventi significativa per me e per chi si rivolge a me!
3 Accettare di non poter essere perfetta

Quando sentiamo dire “la perfezione non esiste” sembra che sia una frase scontata e quasi retorica, eppure spesso è proprio questo impulso nel cercare la perfezione che ci spinge verso nuovi orizzonti artistici e verso meravigliose scoperte, ma c’è sempre un rovescio della medaglia: farsi ingabbiare dal perfezionismo innesca spesso una paura del giudizio, e di conseguenza un immobilismo totale.
Questo è stato da sempre un mio grandissimo limite che porta dietro anche il concetto di procrastinazione.
Il quilling, ma soprattutto il mio grande desiderio di comunicare tramite questa forma di arte, mi ha fatto comprendere che non potevo continuare a fare senza mai espormi, a procrastinare e quindi ad arrendermi ad un domani che non arriva mai.
Quando ho iniziato a far conoscere quello che producevo mi sono resa conto che ognuno di noi è il più grande critico di se stesso: per cui il messaggio che vorrei lanciare è di volerci più bene e non autosabotarci!
4 Quando ti manca l’ispirazione rallenta ed osserva la natura

In questi anni mi è capitato di avere dei momenti in cui non mi sentivo ispirata, e spesso soprattutto all’inizio, pensavo che fosse solo un mio problema, perché notavo che artisti che amo e che seguo con grande ammirazione continuavano a produrre con grande costanza.
Un giorno, mentre ero in questo particolare momento, facendo una passeggiata tra le campagne senesi, mi sono soffermata ad ammirare la natura che mi circondava: le colline verdeggianti, gli alberi dalle folte chiome, i giochi di luce nei campi di girasoli e le strade bianche che illuminano il cammino.
Ti starai chiedendo cosa centra il quilling in tutto ciò? Il quilling mi ha permesso di smuovere quei cassetti che erano chiusi da tanto tempo ma che sono una parte fondamentale per me:
- Riconnettermi con la natura e trovare in essa un luogo dove rigenerarmi
- Ritrovare stupore nella sua bellezza e “osservarla con gli occhi di un bambino”
5 Il desiderio di approfondire la conoscenza artistica con nuove forme di arte

Avvicinarsi ad una forma di arte, ma io direi più in generale ad ogni passione, innesca davvero un processo di formazione che non finisce mai e che ti apre sempre nuovi campi.
Il desiderio di approfondire mi ha permesso di scardinare alcune mie idee, assolutamente errate, ed iniziare un percorso parallelo con altre tecniche artistiche..
Mi sono quindi iscritta a diversi corsi e webinar sia di disegno che di acquarello e mi sono resa conto, con mio grande stupore, che la dedizione, la costanza e la conoscenza degli strumenti permette, anche a persone inesperte, di potersi avvicinare a queste forme di arte ed ottenere buoni risultati.
Continuando con i corsi di acquarello e disegno di base, mi sono accorta di riuscire ad avere, per ogni singolo stile, una visione alternativa rispetto al quilling : in definitiva ogni arte ha una sua raffigurazione e prospettiva, ciò mi stimola a pensare e a lavorare in ottica di sperimentare nuove visioni del progetto iniziale, cercando soluzioni che partendo dal quilling vadano, per quanto nelle mie possibilità, a dare una profondità tipica del disegno ed una varietà di sfumature proprie dell’acquarello.
6 La conoscenza della carta a 360°

La carta è lo strumento principale nella tecnica del quilling (se vuoi conoscere gli altri strumenti ti invito a leggere il mio articolo sugli strumenti del quilling) ma anche il più complesso ed affascinante.
La conoscenza della carta, quella maggiormente indicata per lavorare con l’ago da quilling, è un passaggio fondamentale, successivamente ho iniziato a interessarmi anche a quale carta preferivo acquistare per rispettare i miei valori di sostenibilità e mi sono interessata alle carte artigianali, sia riciclate che ecologiche, aprendo un capitolo affascinante, bellissimo e se mi permetti anche poetico.
Il mondo colorato, vario ed affascinante quale è quello della carta e del suo riciclo mi ha dato la possibilità di conoscere, grazie alla passione che ci lega, tante realtà meravigliose di cui ti parlerò nei prossimi articoli.
7 Il piacere di vivere l’arte dal vivo

Sono sempre stata affascinata dell’arte!
Finiti gli studi ho iniziato a lavorare a tempo pieno riuscendo sempre meno a ritagliarmi del tempo per questa grande passione.
Con il quilling e con il desiderio di conoscenza e curiosità che ha innescato in me ho iniziato nuovamente a “rivivere” l’arte di persona e dal vivo: adoro visitare i meravigliosi musei italiani, riuscendo a perdermi tra le loro sale per ore e ore e uscendo con la sensazione di aver raggiunto in quel momento la felicità.
8 I social come mezzo di condivisione e conoscenza

Quando mi sono per la prima volta approcciata “all’arte di arrotolare la carta” avevo iniziato a seguire dei tutorial e anche acquistato una piccola guida cartacea, ma è stato il mondo dei social ad aiutarmi veramente: grazie ai social sono entrata nel gruppo FB di artiste del quilling di cui faccio ancora parte e grazie a loro ho approfondito e migliorato la mia conoscenza della tecnica.
Questo aprirmi al mondo dei social, mi ha permesso di conoscere persone che altrimenti, sia per motivi geografici e sia per esperienze di vita molto diverse dalla mia, sarebbe stato difficile incontrarle.
Successivamente sono riuscita a conoscere alcune di loro e ho adorato la possibilità di confrontarci personalmente creando un legame importante.
9 Conoscenza di argomenti apparentemente non connessi al mondo artistico
Per far si che la tua passione possa diventare un progetto riconoscibile e autentico non basta essere esperta solo nella tua specializzazione, ma spesso, soprattutto all’inizio, bisogna conoscere anche altri settori che sono a sostegno della tua comunicazione.
Mi sono avvicinata così al mondo del marketing, del copywriting e della seo e ne sono rimasta affascinata e anche se non posso e non voglio essere esperta in tutto, mi piace comunque conoscerne almeno le dinamiche fondamentali.
10 Riconoscere cosa vogliamo fare e cosa delegare

Se volessi accettare un consiglio, per me di grande valore, ti direi : “Cerca in te ciò che ti piace fare; ricerca ciò che ti da un sorriso e che ti fa alzare felice la mattina, dedicagli più tempo che puoi delegando, per quanto possibile, tutto il resto!”
Capisco che all’inizio non è facile, ma posso assolutamente garantire che fare tutto è impossibile e toglie tempo e concentrazione in quello che ami fare.
Bastano poche persone con le quali trovi affinità e sono sicura che, anche delegare solo poche attività, ti permetterà di fruire del tuo tempo in maniera migliore e consapevole, oltre al fatto che potrai avere la possibilità di un altro punto di vista migliorando il tuo approccio.
Se sei riuscita a leggere tutto spero che ti sia resa conto che questo mio articolo non nasce dal desiderio di sentirmi diversa o migliore, al contrario proprio dalla consapevolezza che ognuno di noi è speciale, ognuno di noi ha un suo lato creativo e meraviglioso e se riusciamo a riconoscerlo la nostra vita subirà un grandissimo salto qualitativo!

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