
Carta riciclata: due parole semplici, eppure capaci di contenere un intero universo fatto di gesti lenti, scelte consapevoli e poesia quotidiana.
In un’epoca in cui la sostenibilità rischia di diventare solo una parola di moda, incontrare chi la pratica davvero, ogni giorno, è un dono prezioso.
Utilizza scarti recuperati con cura e li trasforma con le mani e con il cuore in piccole opere uniche e fatte a mano.
Ma prima di raccontarti chi è Renza, proviamo a fermarci un attimo.
E’ con questo spirito che voglio presentarti Renza Crea, artigiana della carta, che nel cuore verde del Monferrato, crea fogli di carta riciclata artigianale e completamente naturale, senza collanti né coloranti.
A fare spazio ad una domanda semplice solo in apparenza:
cosa è davvero la carta riciclata?
Carta riciclata, il valore di ciò che rinasce

realizzato con Renza Crea
Quando pensiamo alla carta riciclata, l’immagine più comune è quello di un foglio grigiastro, ruvido e anche un po’ anonimo.
Certamente lontano dalla brillantezza dei fogli bianchi o dalle palette sgargianti che attirano subito lo sguardo.
Se facciamo un passo in più, se andiamo oltre la superficie, si apre davanti a noi un mondo, nascosto e intimo.
Un mondo in cui si intrecciano rinascita, memoria e cura.
Un mondo fatto di fibre recuperate con amore, piccoli gesti quotidiani e mani che lavorano con lentezza, rispetto e intenzione.
Un mondo dove la carta smette di essere solo un supporto e diventa traccia tangibile di un pensiero consapevole.
Non tutta la carta è uguale e quella riciclata non fa eccezione.
In un ambito dove il concetto di sostenibilità è centrale, e spesso anche oggetto di semplificazioni, è importante saper distinguere tra le diverse carte considerate sostenibili.
Nel prossimo paragrafo esploreremo insieme le tre principali tipologie:
- Carta riciclata industriale
- Carta riciclata artigianale
- Carta ecologica
Carta e sostenibilità, quello che devi sapere per scegliere con consapevolezza

realizzati da Renza Crea
Quando si parla di carta riciclata, è facile pensare a una categoria unica ed omogenea.
In realtà esistono differenze importanti, non sono solo nei processi produttivi, ma anche nei valori che le guidano.
Carta riciclata industriale, la più conosciuta la meno compresa
Quando si parla di carta riciclata la nostra mente corre subito a pensare a quella prodotta su larga scala: grigia, uniforme e nella maggior parte dei casi del tutto anonima.
E’ la carta riciclata industriale, frutto di un processo meccanico e chimico. Ha il grande merito di ridurre l’uso di risorse vergini ed evitare lo smaltimento immediato di scarti cartacei.
Tuttavia questo tipo di carta non è esente da criticità: viene infatti trattata con sostanze chimiche per essere sbiancata o resa più resistente, e spesso mescolata a fibre vergini per garantirne la lavorabilità. Inoltre richiede elevato consumo di acqua e energia per completare il processo.
Quello che a prima vista può sembrare una scelta sostenibile al 100%, cela, in realtà, alcune contraddizioni.
Allora facciamoci la domanda delle domande: è davvero sostenibile?
Lo è nei limiti di uno standard industriale, ma la sua produzione resta comunque impattante: è meglio di nulla ma non è l’alternativa più virtuosa.

Carta riciclata artigianale, una scelta consapevole
La carta riciclata artigianale, invece, nasce da un’intenzione diversa.
E’ frutto di un processo manuale, lento, fatto con cura e osservazione, in cui ogni scelta, dalla materia prima fino alla forma finale, è guidata da un’etica del rispetto verso la natura che ci circonda e soprattutto ci ospita.
I fogli non sono mai perfettamente uguali l’uno all’altro: cambiano leggermente nel colore, nella grana, nello spessore e proprio per questo raccontano una storia.
Nel laboratorio di Renza, la carta nasce da scarti di tipografie, vecchi documenti e fogli dimenticati. Ogni fibra viene selezionata con attenzione, impastata con l’acqua e trasformata in fogli unici.
Nessun collante, nessun colorante, nessun compromesso.
Il risultato non è solo un supporto per scrivere o disegnare: è un oggetto vivo, che porta con sé l’anima della materia da cui proviene e le mani di chi l’ha creato.
Questa differenza può sembrare sottile in realtà è profonda. La carta artigianale riciclata non vuole riutilizzare ma restituire un valore.
E’ un invito a rallentare, a guardare più da vicino, a toccare con rispetto.
Oggi più che mai, in un mondo che tende a semplificare tutto, questi gesti assumono un valore straordinario.

Carta ecologica, è davvero sostenibile?
Quando si parla di carta ecologica, ci si riferisce a carte prodotte con cellulosa proveniente da alberi coltivati appositamente per questo scopo, secondo criteri certificati (come FSC o PEFC).
Queste coltivazioni vengono gestite in modo sostenibile, con cicli di taglio e ripiantumazione che evitano la deforestazione.
Inoltre nei processi produttivi non vengono usati cloro o agenti inquinanti.
Ma ti invito ad una riflessione:
quanto sia davvero sostenibile una carta fatta partendo da alberi nuovi?
Credo che la risposta non sia semplice.
Parlandone con Renza, ho riflettuto su un aspetto importante:
coltivare alberi per produrre carta, anche se in modo responsabile, significa comunque utilizzare acqua, suolo, energia, e spesso impone monoculture che alterano gli equilibri degli ecosistemi.
In questo senso, la vera sostenibilità non è solo quella certificata da un’etichetta, ma quella che nasce da un cambiamento di prospettiva: un nuovo sguardo che ci guida verso scelte più consaveli.
Ed è proprio in questa ottica che la carta riciclata artigianale, come quella creata da Renza Crea, rappresenta un gesto concreto e profondo.
Se anche tu senti il bisogno di scelte consapevoli, vuoi scoprire storie di carta, artigianato e sostenibilità, iscriviti alla mia newsletter!
Ogni mese condivido riflessioni, ispirazioni, anticipazioni e piccoli tutorial creativi legati alla carta
Renza Crea, conosciamo l’artista

Renza è una artigiana straordinaria che ha trasformato il suo profondo amore per la natura in una scelta di vita, di lavoro e di passione autentica.
Ho avuto il piacere di conoscerla a Milano, in occasione della fiera “Abilmente”, dove ho partecipato a due dei suoi corsi.
Nel primo ho imparato a creare fogli di carta riciclata a mano, partendo da scarti selezionati con cura; nel secondo abbiamo realizzato insieme un quaderno artigianale rilegato a mano, utilizzando carte naturali e fatte a mano.
La sua casa, che è anche il suo laboratorio, si trova nel cuore verde del Monferrato ed è immersa nella natura, un luogo che riflette perfettamente la sua visione: ogni gesto è consapevole, ogni materiale scelto con attenzione. E’ un luogo dove la carta artigianale prende vita in armonia con l’ambiente.
Quella di Renza non è solo una pratica ecologica, ma una vera e propria scelta etica e culturale: un ritorno al senso del fare con le mani, nel totale rispetto profondo dei tempi lenti e dei cicli naturali.
Renza è una persona solare, concreta e appassionata. Ma ciò che mi ha colpito di più nei nostri incontri è la sua grande umiltà che custodisce una conoscenza profonda e autentica.
Ospitare la sua voce sul mio blog è per me un ‘emozione grandissima.
Scopriamo insieme il mondo poetico e sostenibile di Renza Crea, fatto di carta recuperata, rilegature a mano e piccole meraviglie che profumano di tempi antichi, racchiusi con amore e rispetto.
Renza Crea, dalla passione alla professione

Come è nato l’amore per la carta e in particolar modo per la carta riciclata?
L’amore della carta è qualcosa che porto dentro da sempre, non è una passione recente. Ricordo ancora da bambina, quando entravo in cartoleria, quel profumo meraviglioso.
L’amore per la carta però lo collego anche all’amore per i libri che ho coltivato sin da piccola. Mi piace toccarli, sfogliare le pagine, ascoltare quel suono melodioso della carta tra le dita e percepirne la consistenza sotto le mani.
La tua casa-laboratorio è immersa nella natura del Monferrato. Quanto l’ambiente ha influenzato la tua visione e di conseguenza il tuo lavoro?
La mia casa è immersa nella Natura ma il mio amore per la Natura nasce da molto tempo prima: io sono biologa, ho intrapreso questo percorso di studi proprio per studiare la natura, infatti sono più una naturalista che una biologa. Mi occupo di educazione ambientale ormai da 25 anni ed è proprio da lì che è partito il tutto.
Come nasce un foglio di carta riciclata, il processo creativo

Ci racconti come nasce un foglio di carta nel tuo laboratorio, quali sono i passaggi fondamentali e quanto tempo richiede la lavorazione?
Il foglio nasce da un processo molto semplice, nel senso che la prima cosa che faccio è la raccolta della carta: raccolgo la carta usata, la separo per colore. Da quel momento la faccio macerare, la trito ed il foglio nasce da tutti questi passaggi. In realtà realizzare un foglio può essere anche veloce. ma è preceduto da tutta una serie di passaggi fondamentali senza i quali sarebbe impossibile ottenerne uno ben fatto.
Utilizzi la carta di scarto proveniente da tipografie ed altri artigiani. C’è una storia particolare dietro a qualche carta che hai riciclato?
Si è vero utilizzo spesso carte di scarto provenienti da artigiani e tipografi della zona, creando una catena sostenibile e circolare. Una storia? Per me ogni scarto porta con sé una piccola attesa: il momento giusto per tornare a vivere trasformandosi in qualcosa di nuovo.

di fogli riciclati colorati in modo totalmente naturale
La tua carta è completamente naturale, senza collanti né coloranti. Quali sono le sfide che hai dovuto superare per lavorare ad un processo così puro e sostenibile?
Non ci sono particolari sfide. La mia carta è totalmente naturale perché non uso né collanti né coloranti ma nonostante ciò nasce veramente facilmente senza l’aggiunta di queste due cose. Sicuramente la sfida è realizzare il colore desiderato. Questa è una vera sfida, perché pur pesando, mescolando e cercando di utilizzare gli stessi colori non sempre è facile ottenere il colore che avevo in mente.
Sostenibilità e impatto sociale: il significato profondo del lavoro di Renza Crea

Oggi il termine “sostenibilità” è spesso abusato. Mi piacerebbe sapere da te cosa significa produrre in maniera sostenibile e quali sono gli aspetti che le persone sottovalutano?
Sono pienamente d’accordo che la sostenibilità come termine oggi è estremamente abusato, è dovuto al fatto che tutti abbiamo capito che è necessario essere meno impattanti sull’ambiente, anche se c’è qualcuno che sfrutta questa leva ma non è affatto sostenibile.
Ecco perché ci sono persone che utilizzano stoffe normali e si vantano di essere sostenibili, o chi usa carta ecologica, quindi con certificazioni FSC, quindi carta derivata da foreste sostenibili, dice che è sostenibile, in realtà si tratta comunque di alberi tagliati.
Io cerco di essere sostenibile perché chiaramente la mia carta è riciclata ma lo sarei ancor di più se riuscissi ad utilizzare solo carte provenienti dalla mia area geografica, purtroppo alcune volte sono costretta a farmela arrivare anche da grafici e tipografi che abitano a molti km. di distanza. Quindi mi arriva attraverso il corriere e quindi attraverso l’utilizzo di carburante. Nonostante ciò cerco di esserlo il più possibile essendo per me un valore fondamentale.

in un workshop di Renza crea a Milano
Nei tuoi workshop insegni a creare fogli di carta riciclati artigianale utilizzando il tuo metodo con grande generosità e passione. Cosa ti spinge a trasmettere questo sapere?
La storia dei workshop è sempre un po’ al limite.
C’è chi evita i workshop per timore di svelare troppo della propria arte, io, invece, credo che al giorno d’oggi nulla possa davvero restare segreto.
Il web ci permette di arrivare ad avere un processo di creazione e poi con prove ed esperimenti a realizzare comunque l’oggetto.
Nello stesso tempo per me i workshop mi creano un ulteriore fonte di entrata ma al contempo mi gratificano perché per me è bellissimo insegnare e rapportarmi con le altre persone.
In effetti se torniamo all’origine tutto è nato dal grande piacere di insegnare l’educazione ambientale e quindi al riciclo.
Creare qualcosa con le proprie mani è un’esperienza trasformativa. Quali sono le reazioni dei partecipanti ai tuoi corsi che ti emozionano maggiormente. Raccontaci un episodio che ti è rimasto nel cuore
Le reazioni dei partecipanti ai miei corsi sono davvero il momento più bello da vivere. Spesso non ci si rende conto di come da un un qualcosa di impalpabile, anzi addirittura un rifiuto, possa venir fuori un foglio che diventa un qualcosa di meraviglioso e sempre sorprendente per chi partecipa e per me che assisto alle loro espressioni di meraviglia e stupore.
Non ho in mente un episodio in particolare se non l’idea che spesso sono le persone più serie e magari che sembrano anche distaccate che si entusiasmano nella realizzazione del loro primo foglio manifestando meraviglia e felicità.
Visioni future e progetti da realizzare

In un mondo sempre più digitale credi che il ritorno alla carta fatta a mano sia una tendenza in crescita? Hai notato un pubblico particolare che si sta avvicinando a queste tecniche?
La carta è una tendenza in grande crescita, tantissime persone sono appassionate di cartoleria, scrivono, disegnano, prendono appunti e raccolte di loro pensieri.
Certamente non è più l’utilizzo che si faceva una volta, oggi ci sono persone appassionate che per determinate occasioni utilizzano la carta e quando le occasioni sono importanti decidono di scegliere una carta bella a livello qualitativo.
Come ogni artista ed artigiana che ho avuto il piacere di conoscere, il tuo lavoro è frutto di studio, ricerca e dedizione sia per perfezionare le tecniche che per esplorare nuove possibilità. C’è un progetto futuro che sogni di realizzare con la tua carta?
Il mio sogno nel cassetto? Trasformare il portico della mia cascina in un vero e proprio laboratorio: uno spazio più grande dove dar vita liberamente a idee e progetti.
Conclusioni

Ogni incontro con un’artigiana è per me fonte d’ispirazione.
Renza non si limita a raccontarmi come nasce la sua carta, ma mi ha fatto entrare nel suo mondo fatto di semplicità, coerenza e passione.
Ho avuto il privilegio di partecipare a due workshop e posso dire che anche lavorare la carta con lei, dal vivo è un’esperienza che lascia il segno.
Da questa conversazione, dai momenti condivisi, porto con me tre messaggi che sento importante e che voglio condividere con te:
- La sostenibilità autentica è fatta di coerenza, piccoli gesti, non di slogan. E’ un lavoro silenzioso, costante che si misura nelle scelte quotidiane
- Nulla è davvero uno scarto. Ciò che scartiamo può essere guardato con occhi nuovi e diventare l’inizio di una nuova trasformazione.
- Insegnare è un atto creativo, di fiducia e generosità. Ciò che rende un’opera unica non è la tecnica in sé, ma il processo creativo, la sensibilità e la storia personale che l’ha generata.
Renza mi ha regalato una nuova lente con cui guardare i materiali, ma forse senza saperlo me ne ha lasciata un’altra ancora più preziosa: quella con cui considerare i piccoli gesti di ogni giorno. Quelli che non fanno rumore, ma come fili invisibili, intrecciano il senso di ciò che siamo e ciò che vogliamo diventare.

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