Gioielli di carta filata, espressioni sostenibili dell’anima di Cartalana
Nell’ampio e variegato mondo dei gioielli di carta, quelli creati attraverso la tecnica della filatura rappresentano per me un universo affascinante e stimolante.
Partendo dal concetto di “riuso” e di riciclo di un materiale già lavorato, i gioielli di carta filata coniugano in modo magistrale la creatività con la sostenibilità, trasformando ciò che già esiste in nuove forme e utilizzi.
Conosciamo meglio il mondo dei gioielli di carta filata attraverso le parole intense, autentiche ed emozionanti di Marcella Stilo, anima e mente creativa di Cartalana.
Gioielli di carta filata, l’intuizione di Cartalana.
I gioielli creati da Cartalana uniscono tradizione, sensibilità all’impatto ambientale e creatività partendo da carta da macero e carta pregiata.
L’intuizione di trasformare un foglio di carta in un filato a partire da gesti antichi e tradizionali, come la filatura della lana utilizzando un fuso a mano, crea un ponte tra origini antichissime e reinterpretazioni contemporanee.
L’arte sapiente della filatura, il gesto lento e ripetuto delle tessitrici della Magna Grecia sono l’ elemento ispiratore della nostra artista.
Ringrazio Marcella per la sua disponibilità e per la sua generosità nel permettermi di entrare nel suo bellissimo mondo dove con passione ed estro è riuscita a unire concetti come tradizione, sostenibilità e creatività modellando carta e realizzando momenti di poesia.
Marcella Stilo, conosciamo l’artista.
Anello in carta filata realizzato da Cartalana
Marcella Stilo è la mente creativa di Cartalana, un brand indipendente di gioielli di carta filata, dove l’amore per la sua terra d’origine, la Calabria, la passione per la carta e la sostenibilità sono gli elementi che lo contraddistinguono.
Sebbene abbia avuto il piacere di conoscere questa meravigliosa artista solo attraverso la tecnologia, colmando fortunatamente distanze e tempi, l’empatia e l’unione di intenti comuni hanno subito innescato un dialogo sincero e profondo.
I suoi gioielli raccontano storie di origini antiche, di una terra meravigliosa e forse ancora troppo poco conosciuta e di un sincero impegno per la sostenibilità.
Marcella Stilo voce e anima di Cartalana, ripartendo dalle origini
Come è iniziata la tua passione per la carta?
La mia passione per la carta è innata.
Fin da piccola sono stata affascinata dalla sua trasformabilità e versatilità.
Giocare con ritagli di giornale, costruire piccoli oggetti o semplicemente ammirare la texture e l’odore di carte diverse mi dava un senso di gioia e di appagamento.
Ognuno di noi ha il proprio “materiale totem”, un medium con cui sente una connessione profonda e intuitiva.
Questo materiale, sia esso carta, argilla, metallo, legno…, diventa non solo uno strumento ma un’estensione di noi stessi e della nostra personalità.
Lavorare con un materiale prediletto ci permette di esplorare liberamente la nostra creatività, trasformando l’immaginazione in qualcosa di tangibile.
Questa affinità unica non solo definisce il nostro stile, ma incarna la nostra espressione più autentica.
Quando si parla di carta filata penso immediatamente alla filatura della carta secondo l’antica arte della filatura giapponese e della tecnica “Shifu”. Dalla tua esperienza, potresti illustrarci e raccontarci le similitudini e le eventuali differenze tra la tua tecnica di filatura e quella tradizionale giapponese?
Fusi a mano realizzati per filare la carta realizzati da Cartalana
La tecnica shifu cattura la mia curiosità e il mio apprezzamento, come tutto ciò che è legato al Giappone.
Nonostante sia stata sempre profondamente attratta da questa pratica, devo ammettere che non ho ancora avuto l’opportunità di sperimentarla personalmente.
Tuttavia, è affascinante notare come la tecnica shifu condivida una similitudine fondamentale con la filatura della carta col fuso a mano.
Entrambi i metodi trasformano la carta in un filato, benché la tecnica shifu sia specificamente nata per questo scopo mentre la filatura della carta col fuso a mano è, potremmo dire, un “adattamento storico” dell’uso del fuso, originariamente concepito per filare la lana e altre fibre animali e vegetali.
Questa connessione tra due mondi, l’Oriente e l’Occidente, riflette come la mia eredità culturale occidentale e le mie radici magnogreche abbiano influenzato il mio approccio alla filatura della carta.
L’intuizione della filatura di carta, la rinascita creativa di Marcella Stilo
Sei la prima che ha pensato di filare la carta come si fila la lana utilizzando quindi un fuso, ci racconti qualcosa in più? Quanto la territorialità ha influito in questa intuizione?
In un periodo di crisi personale, e di noia profondissima, ho iniziato a filare la carta come se fosse lana con un fuso rudimentale costruito da me acquistando poche cose in ferramenta: una bacchetta di legno, una ruota per carrello e dei gancetti.
La filatura della carta non è stata premeditata; dopo qualche ricerca ho unito i puntini e da lì è arrivata spontaneamente, quasi per gioco, senza che io cercassi consapevolmente un legame con le mie radici o con le tradizioni del passato.
Solo successivamente, dedicandomi con maggiore serietà, curiosità e studio a questa pratica, ho iniziato a cogliere e approfondire il forte legame che questo gesto aveva con le mie origini calabresi.
La tecnica della filatura è diventata, in modo inaspettato, un ponte che mi ha collegato alla mia storia personale e alle tradizioni della mia terra, rivelandomi aspetti di me che ignoravo o che avevo sottovalutato.
Questo percorso, nato in un momento di smarrimento, mi ha aiutato a riscoprire e a riaffermare chi sono, ricordandomi l’importanza delle mie radici e dell’innovazione che queste possono portare nella vita di tutti i giorni.
L’identità delle creazioni di Cartalana, dalla terra alla carta con passione
Alcune collezioni hanno uno stretto legame con la tua terra, la Calabria, quanto questo legame può essere e diventare un elemento distintivo nelle tue collezioni?
Collezione Souvenir, collana “Bella Terra” di Cartalana
Ogni atto di creazione, se genuino e radicato in un percorso intimamente personale, diventa un’espressione inequivocabile di chi siamo, intrecciando indissolubilmente l’opera all’identità del suo creatore.
La mia terra, la Calabria, con i suoi colori, i suoi profumi, e l’eco della sua storia, scorre nelle mie vene e si riflette nel mio lavoro.
È attraverso queste radici profonde che trovo l’ispirazione, a partire da esse provo a guidare ogni gesto e ogni parola verso la creazione di qualcosa di veramente autentico.
Nella mia visione, il processo creativo non può prescindere da chi siamo e da dove veniamo. Le nostre origini, il nostro vissuto, i nostri valori: sono tutti elementi che concorrono a dare forma alle nostre creazioni.
Perciò, quando siamo veri verso noi stessi, il nostro lavoro non può che essere una fedele testimonianza di tale verità.
Guardando le tue collezioni a partire dalle più datate, cosa vedi? Cosa è cambiato nel tempo che non senti più totalmente in linea con la Marcella di oggi e cosa invece è sempre e saldamente presente?
“Fedi” in carta filata realizzato da Cartalana
Riflettendo sul mio cammino, mi accorgo di come ognuna delle collezioni Cartalana sia testimone di un’evoluzione non solo tecnica (sono un’autodidatta), ma anche personale.
A partire dalle creazioni più datate, mi accorgo di come la mia abilità si sia affinata, creando un legame sempre più profondo con la materia-carta e, di conseguenza, con me stessa.
Questa progressione è il riflesso di un percorso interiore in continua espansione.
Tutto evolve, eppure, al centro di questo mio viaggio c’è una costante incrollabile: la mia passione.
È il motore che alimenta la mia creatività e definisce chi sono. In questo percorso di crescita, l’amore totale e totalizzante per quello che faccio è un fuoco che arde immutato e alimenta ogni svolta del cammino che ho scelto per me stessa.
Quale definizione ti emoziona maggiormente: sentirti chiamare artista od artigiana? Secondo te esiste una vera linea di demarcazione?
Sono sempre stata etichettata come ‘artista’, ma mi sono sempre identificata più volentieri con la figura dell’artigiano.
Col tempo ho capito che la distinzione fra questi due mondi non è così netta.
Guardando alla storia, diventa evidente come arti e mestieri si intreccino, fondendo creatività e manifattura in un unico flusso espressivo.
Non esiste perciò una vera linea di demarcazione tra artista e artigiano; entrambi condividono la passione per la creazione e la bellezza, manifestando loro stessi attraverso la maestria delle loro mani e la profondità della loro visione.
Gioielli di carta filata, oltre la carta il dovere della sostenibilità
La tua sensibilità verso l’impatto che la vita umana ha sull’ambiente è una caratteristica importante. Come è cambiato e si è evoluto questo concetto nel corso degli anni? Ritieni che come società siamo oggi più pronti e preparati ad affrontare le sfide ambientali rispetto al passato oppure siamo solo maggiormente consapevoli?
Il mio legame con la Natura e con la Terra è profondo tanto quanto quello con la carta: è una testimonianza potente della mia essenza.
La mia critica è severa verso un’adozione superficiale e opportunista del concetto di sostenibilità che dovrebbe mettere invece in luce la necessità di un impegno genuino e consapevole verso la cura dell’ambiente e delle persone.
Trovo incoraggiante, tuttavia, osservare che la consapevolezza ambientale sta effettivamente crescendo, con l’evidenza però che sono le generazioni future quelle più equipaggiate per affrontare concretamente le sfide che ci attendono.
La mia ammirazione per la loro determinazione e consapevolezza è sincera, sono loro gli unici capaci di offrirci una vera speranza per il domani.
La mia generazione e quelle che la precedono sono maggiormente avvinghiate nel retaggio culturale del consumismo; personalmente mi impegno costantemente a superare questi limiti per perseguire una pratica più profonda della sostenibilità.
Resta il fatto che tutti abbiamo il dovere di rinnovare il nostro approccio nei confronti della Terra che ci ospita, non solo come individui o come artigiani o artisti, ma come società nel suo insieme, ponendo le basi per un futuro in cui le azioni (le nostre scelte) a favore dell’ambiente siano la norma e non l’eccezione.
Il coraggio di condividere, le due anime diCartalana
Come sai ti stimo moltissimo e di conseguenza mi piace seguirti con ammirazione e vedo che parte fondamentale della tua impresa è la formazione, infatti spesso organizzi corsi sulla tecnica dei gioielli e sulla filatura di carta. In questa ottica di condivisone e di approfondimento, mi piacerebbe confrontarmi con te su come la divulgazione è senz’altro un canale di crescita ma d’altro verso quanto può risultare un rischio aziendale?
Grazie di cuore Concetta, la stima è reciproca e sono sinceramente lusingata dall’apprezzamento che dimostri nei miei confronti. Questo non solo mi riempie di gioia, ma mi motiva a continuare a fare del mio meglio.
Sì, sin dal suo esordio Cartalana è stata caratterizzato da due anime distinte ma integrate: da un lato, la dedizione alla creazione di gioielli di carta; dall’altro, l’impegno nella condivisione della mia esperienza, che include lo sviluppo della tecnica della filatura della carta con il fuso a mano.
Sono ben consapevole dei rischi connessi a questa apertura, in particolare il pericolo del plagio, che purtroppo è una realtà con cui mi sono già confrontata dovendo ricorrere, nei casi più clamorosi, alle vie legali.
La replicabilità di ciò che condivido potrebbe sembrare un deterrente, ma per me l’importanza di condividere e di co-creare prevale nettamente sulla paura di essere imitata.
Convivo con la consapevolezza che un prodotto frutto di imitazione può avere solo una vita effimera. Mancando di quella scintilla interiore, di quel “fuoco” che conferisce all’opera autenticità e un valore duraturo nel tempo, ha aspettative a breve termine.
Ciò che mi addolora veramente non è tanto l’atto del plagio in sé, piuttosto la certezza che chi sceglie la via dell’imitazione si priva della meravigliosa avventura che è la scoperta di sé attraverso il processo creativo.
Herman Melville diceva:
“È meglio fallire nell’originalità che avere successo nell’imitazione”.
Nella creazione autentica c’è un percorso personale non trasferibile: è ciò che arricchisce lo spirito, ben oltre la mera produzione di un oggetto fisico.
Condivido queste riflessioni non con amarezza, ma con la speranza che possano ispirare altri a cercare e valorizzare la propria voce unica nel mondo dell’arte e dell’artigianato.
Con Cartalana continuerò a impegnarmi nella duplice missione di creare e di condividere, fiduciosa che il vero valore risieda non tanto nell’unicità dell’oggetto, quanto piuttosto nell’integrità e nella passione del suo creatore.
I consigli preziosi dell’artista
A chi si avvicina al mondo dell’artigianato artistico e in particolare dei gioielli di carta cosa ti senti di consigliare e quali sono le azioni che non rifaresti ?
Collana “Nove” realizzata da Cartalana
Nel mio percorso da autodidatta non c’è niente che non rifarei; ogni passo, incluso ciò che può sembrare inutile, è prezioso.
“Errore” e “fallimento” sono per me gli insegnanti più importanti.
A chi si avvicina al nostro mondo direi di mettere in conto un pizzico di follia, poi il sacrificio.
In un’epoca che esalta i successi rapidi e le gratificazioni immediate, può apparire controintuitivo sottolineare l’importanza dei risultati ottenuti a lungo termine. Tuttavia, questi ultimi rappresentano la vera essenza della qualità, del miglioramento costante e della realizzazione personale e professionale.
La strada per raggiungere traguardi significativi è spesso costellata da volontà ferrea, umiltà, determinazione e gavetta, elementi fondamentali che forgiano il carattere e plasmano il successo vero (quello duraturo nel tempo).
Ma senza una volontà forte, è facile essere sopraffatti dalle difficoltà o distratti da successi effimeri che, pur soddisfacenti nel breve termine, possono deviare dal percorso principale.
Ho imparato che il sacrificio è il prezzo da pagare per ogni traguardo significativo.
“Se non avete passione, lasciate perdere”- Marcella Stilo
Rinunciare a gratificazioni immediate a favore di obiettivi più grandi richiede una maturità e un’autodisciplina che si sviluppano solo con il tempo. E’ la determinazione ciò che ci spinge a continuare il nostro cammino, anche quando tutto sembra andare contro.
Infine, imprescindibile è la formazione che deve essere continua e costante. Ma se non avete passione, lasciate perdere.
Nel mondo di Cartalana cosa bolle in pentola? Vuoi regalarci qualche piccola anteprima?
E’ più bello scoprirlo insieme.
Conclusioni
Gioielli di carta filata realizzati da Cartalana
Da ogni persona e dal suo racconto sincero e appassionato mi piace portare a casa dei consigli preziosi, una sorta di regalo virtuale che rappresenta un vero e proprio gioiello poiché nasce dall’esperienza e dalla vita vissuta.
Marcella Stilo mi ha consegnato due grandi spunti di riflessione che io voglio condividere con te:
I momenti di smarrimento esistono e spesso ognuno di noi li vive, ma sovente possono innescare anche delle grandi svolte lavorative, di vita e di intenti.
L’impegno nella diffusione della proprio forma di arte permettendo l’intersezione di mondi e realtà diverse e la forza delle relazioni sono fonte di ricchezza umana ed artistica e rappresentano il motivo per cui il timore di essere replicati passa in secondo piano.
Il lavoro dell’artista non è l’opera in sé ma principalmente il processo creativo che arriva a definire ogni passaggio caratterizzante l’opera e quel processo è intrecciato con l’artista stesso e come tale inimitabile.
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