Fiori di carta giganti: dal blog alle nuove fioriture di Monica Dal Molin
Cosa hanno in comune le onde interiori che impariamo a cavalcare, il sapere che nessuno è davvero un’isola e la capacità di costruire mondi con sogni, intuizioni e fiori di carta?
Oggi lo scoprirai in questo racconto, che ci porta a conoscere il lato più personale di Monica Dal Molin: le sue ombre, i suoi draghi ormai ammansiti, e la scintilla creativa che trasforma ogni caduta in un nuovo inizio.
Perché dietro ogni successo, lo sappiamo, c’è sempre una strada fatta di cadute, ripartenze e una meravigliosa dose di resiliente determinazione.
Tra multi-potenzialità e fioriture creative: il viaggio autentico di Monica
Margherite giganti modello “Incartesimi” in carta velina, per shooting
Hai parlato spesso di multi-potenzialità e alta sensibilità. Ti andrebbe di raccontarci che ruolo hanno avuto questi due aspetti nel tuo percorso? E se, in qualche modo, sono stati anche una bussola per orientarti verso ciò che sei oggi?
Più che aspetti, sono il fil rouge che volente o nolente lo caratterizza. Non li ho mai ritenuti speciali rispetto ad altri, semplicemente mi appartengono e non sento di avere, o volere, alternative. Di conseguenza, da quando ne ho preso atto ho cercato di considerarli invece che ostacoli dei punti di forza.
É stato facile? Proprio per nulla: accettare chi siamo, addentrarsi nella propria misteriosa complessità, rimanere fedeli a sé stessi anche quando il mondo spinge dalla parte opposta, sono sfide molto difficili da affrontare e non è per tutti smettere di raccontarsela, spogliarsi fin quanto possibile di maschere e ruoli, scegliere di testimoniare la propria verità percorrendo la via più ripida, scomoda e meno battuta.
Serve trovare il coraggio di camminare dentro la propria oscurità, avere la forza di rialzarsi dopo ogni caduta – e ce ne sono veramente tante – credere in quei semi che riescono a diventare frutto solo nel terreno adatto, rispettandone i modi e attendendone i tempi.
Dici poco!
Una bussola per me lo sono diventati solo dopo aver accolto e integrato le zone d’ombra, osservato il lato oscuro della luna, affrontato il drago che custodiva il mio tesoro. Ora so come cavalcarlo, quel drago ammaestrato, ed è con lui che continuo a scoprire quanto quelli che prima ritenevo limiti, sono invece insospettabili porte di accesso alla consapevolezza e ad una vera realizzazione di me stessa.
Percorso arduo, quanto meraviglioso.
Peonie giganti autoportanti in carta crespa per video
Incartesimi è partito dal blog, e anche per me scrivere è una parte fondamentale del mio lavoro creativo. Che ruolo ha avuto per te il blog in questa storia? E’ stato solo un punto di partenza o anche uno spazio di espressione, di consapevolezza?
Il blog è stato un punto di partenza importante.
Mi ha permesso di dar voce alla forte necessità di esprimermi, di portare fuori quello che per tanto tempo ho tenuto soffocato, di condividere i valori e l’est-etica in cui credo.
Come scrisse John Donne: “Nessun uomo è un’isola“, ogni individuo è parte del tutto e non si può esistere o progredire separati dagli altri (fondamentali nel farci da specchio).
Ma all’inizio, ripeto, la mia era una necessità.
E’ una fase che si attraversa ed è giusto farlo, ma con il tempo, ho capito che ci nascondevo dentro dei forti “bisogni”: bisogno di sentirmi vista, riconosciuta, compresa e apprezzata dagli altri per poter trovare il mio posto nel mondo, per potermi dire “Sì: allora esisto e valgo”.
Fin quando credi che questo debba arrivare da fuori e non da dentro, è come segregarsi in una sorta di prigione perché stai affidando a qualcun altro il tuo potere personale e l’altro ne farà l’uso che vuole, poco conta se rispecchia o rispetta l’intento con cui si muove in te.
Può far male rendersene conto, ma ognuno di noi in primis è il creatore della propria realtà: se la immaginiamo come una Casa vien da sé che ne sei il padrone ma anche il responsabile, pertanto spetta solo a te usare le chiavi con cui chiudere o aprire certe porte.
Fortunatamente, se riusciamo a tenere aperta quella del Cuore, quello che accade è sentire che noi esistiamo e valiamo a prescindere, in modo unico e irripetibile, perché è un diritto di nascita di cui è intriso ogni essere umano e l’intera partita (legata ai talenti, ma non solo) si gioca nel riuscire a ricordarlo, e riappropriarsene.
Ad ogni modo, questa è stata la presa di coscienza che negli ultimi anni -complice la stupenda fase della menopausa che sto attraversando- in me ha rivoluzionato tutto.
Intendo proprio tutto.
Ora mi sento molto libera, desidero amarmi per come sono quindi scrivo o pubblico se e quando vivo qualcosa che ho voglia di raccontare, il fatto che venga ben accolto o no conta relativamente, sto semplicemente bene nel farlo.
Devo ammettere che questa intervista mi sta facendo riassaporare il piacere e la gioia di condividere, sai mai che mi torni la voglia di riaprire il blog (se fosse, sarà anche merito tuo)!
Dalla passione alla crescita: sfide e trasformazioni nell’arte della carta
Anemoni, peonie, fior di loto giganti, autoportanti e non, in carta crespa per allestimento vetrine pelletterie “Fontana 1915”
Hai iniziato, come molte donne che amano la carta, con piccoli progetti pensati per chi desiderava creare qualcosa con le proprie mani. Oggi Incartesimi dialoga con il mondo della moda, dell’arte, degli eventi. Se dovessi ripercorrere questo cammino, ci sono stati dei momenti-chiave, delle sliding doors, che hanno segnato svolte importanti? Oppure è stata un’evoluzione che ha seguito con naturalezza il suo flusso?
Entrambe le cose direi, invertendo l’ordine. In primis posso dire di non avere mai forzato, mi sono impegnata molto per evolvere professionalmente ma mantenendo sempre negli anni un modo molto mio di intendere e vivere ciò che faccio.
Tutto è nato dal desiderio di rispondere a una chiamata interiore, di portar fuori la mia visione, di condividere con autenticità un “sentire”.
E tale voglio rimanga perché aver seguito quella vocazione, al di là delle problematiche che comporta, mi ha permesso di raggiungere orizzonti lontani ed entusiasmanti senza mai snaturarmi.
È la mia misura del successo.
Poi sicuramente ho avuto l’intuizione di pormi fin da subito nel modo giusto alla nicchia interessata alle mie creazioni, vale a dire con delle immagini professionali e un tono di voce coerente nella comunicazione (inutile fingersi altro, a che se ne dica e che funzioni o meno, il focus per me è esprimere ciò che di bello, giusto e vero vuoi comunicare, punto) che ha iniziato presto a trasformare l’indefinito progetto che avevo agli esordi, in quello che è diventato un lavoro a tutti gli effetti.
Questo negli anni mi ha permesso di evolvere in modo semplice e naturale, chiaramente definendo il mio stile e tenendo gran conto delle esigenze del mercato di riferimento, da cui colgo l’opportunità di ricevere sempre nuovi stimoli e svilupparli, ove ritengo opportuno farlo (oltre alla carta infatti sono poi subentrati altri materiali come la gomma EVA e l’organza).
Infine, essendo stata una pioniera nello specializzarmi e strutturarmi in questo settore, c’è stato tempo e modo di farmi conoscere e collaborare con importanti realtà che continuano a stimare e scegliere il nostro modo di operare.
Perciò almeno nella maggior parte dei casi, credo che “farsi un mazzo” serva a qualcosa 😉
Composizione rose giganti autoportanti in cartoncino, per shooting
Il tuo è un lavoro che unisce creatività, tecnica e visione, ma immagino non manchino le sfide quotidiane. Ce n’è una che hai sentito particolarmente forte nel tuo percorso? E cosa consiglieresti a chi, come te, ha scelto di mettersi in gioco in età adulta?
La sfida più grande per me è stata, e rimane tuttora, avere quotidianamente a che fare con gli aspetti amministrativi e fiscali che comporta gestire l’attività, seppur di piccole-medie dimensioni.
Da buon spirito creativo, ho poca attitudine a pianificare e una forte riluttanza ad avere a che fare con quanto concerne numeri e strategie.
Tra l’altro non mi piace e non riesco a seguire le logiche del marketing che negli ultimi anni è andato per la maggiore (fortunatamente le cose stanno cambiando).
C’ho pure provato in alcuni periodi, ma ovviamente mi richiedeva un enorme dispendio di tempo, denaro ed energie e dopo un po’ ho scelto di lasciar stare e continuare a modo mio, in base a dove risuono e alle possibilità del momento.
Il segreto poi ho capito che sta nel circondarsi dalle persone giuste, quelle che comprendono chi sei, sono allineate al tuo sentire e in grado di compensare e supportare i vari compiti e ruoli che serve portare avanti contemporaneamente.
Più che consigli, che da tempo ho smesso di dare, la mia testimonianza è che se davvero lo si desidera e si è disposti a fare del proprio meglio per conoscersi e realizzare sé stessi grazie ai propri talenti, non esiste età o qualsivoglia altro limite se non quello che in modo conscio -e purtroppo inconscio- imponiamo a noi stessi.
E lì che occorre, un passo alla volta, lavorare costantemente e in profondità per scardinare tutti i dogmi e i condizionamenti che ci imprigionano.
Fatica enorme, che non tutti possono, riescono o sono disposti a fare.
Crisi, rinascita e nuova luce: imparare a (ri)fiorire
Soffioni giganti autoportanti in carta crespa, per allestimento mostra “Matrice”
Se qualcuno guardasse il tuo lavoro solo dall’esterno, vedrebbe una persona che ha raggiunto molti traguardi.Ma dall’interno, dalla parte di Monica, cosa ha significato davvero arrivare fin qui? Ci sono stati momenti, eventi o passaggi che hanno segnato questo cammino in modo particolare?
La percezione fuori è sempre molto diversa da quella che si vive dentro.
Per indole sono poco interessata ai traguardi raggiunti, sia miei che altrui, in parte perché anche se amo fiorire in ogni ramo, l’umiltà è la linfa delle mie radici, in parte perché rimango concentrata a fare il meglio nel presente e il resto -intendo quel che ho fatto in passato o farò nel futuro- mi prende forte in alcuni momenti, ma poi sfuma abbastanza velocemente.
Forse fin troppo, visto che c’è voluta una notevole cifra di anni e fregature per riuscire a prendere consapevolezza delle mie capacità e dell’importanza di ciò che porto. Tutto sommato va bene così, alla luce di vari accadimenti lo ritengo un buon modo per proteggersi dalle insidie annesse a superbia e cupidigia, che trovo i due grandi pericoli in cui sviluppandosi si rischia di cadere.
Momenti che hanno segnato una svolta nel cammino ce ne sono stati diversi, cito tra i principali la pandemia del 2020 che nel giro di pochi giorni ha bloccato tutto per lunghi mesi, creandoci grandi problematiche nel tenere in piedi l’attività.
Poi la drastica e decisamente triste conclusione a fine 2024 di una stretta collaborazione, in cui stavamo credendo e investendo da anni.
Entrambe le situazioni hanno generato soprattutto in me una crisi profonda, che ha incenerito ogni illusione e mi ha costretta a rimettere tutto in discussione.
Se sono qui oggi sentendomi, al di là delle apparenze e dei facili giudizi, una donna over 50 resiliente, integra e fiammeggiante come una fenice, è anche per testimoniare quanta verità si può trovare nella famosa citazione: “C’è una crepa in ogni cosa e da lì entra la luce”.
Quando giunge va assolutamente seguita, quella meravigliosa scintilla divina, ed è giunto per molte il tempo di farla splendere. Senza mai scordare quanto va protetta, rispettata, onorata e amata sopra ogni cosa.
Guai, a tradirla.
Oltre il racconto
Soldanella alpina, Camomilla, Lactuga saligna giganti autoportanti in carta crespa, per allestimento pv “The North Face” di Aosta
Gli anni non servono solo a scoprire chi siamo, ma anche a prendere consapevolezza di ciò che siamo in grado di fare.
L’esperienza accumulata, oltre a dare solidità ai progetti, ci insegna a restare fedeli a noi stessi, senza inseguire mode effimere.
Perché la nostra esistenza e il valore che portiamo non dipendono dal riconoscimento sociale o dall’essere visti, ma dalla coerenza con quella personalissima e ispirata visione che ciascuno di noi può scegliere e costruire e realizzare.
Quando questa consapevolezza fiorisce, il racconto e l’apertura verso il mondo – così preziosa come ci ricorda Monica con “noi non siamo isole” – smettono di essere soltanto strategia o piano editoriale.
Diventano necessità autentica, un’energia che possiamo cavalcare e lasciar fluire, portando la nostra voce con sincerità e forza gentile.
E mentre questo capitolo si chiude, il percorso di Monica continua a dispiegarsi, con nuovi progetti, nuove sfide e nuovi sogni da coltivare. Continueremo a camminare insieme, per scoprire come la sua impavida creatività saprà ancora trasformare la carta in poesia e vita.
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